Un rifugio balneare in città
A Milano si continuano a costruire case ma gli abitanti continuano a sognare il mare.
Scalo Farini è da tempo in gran parte dismesso, tutta l’area verrà presto trasformata, i pochi binari che rimarranno per giungere a Stazione Garibaldi e proseguire nel passante ferroviario potrebbero essere interrati. Il grande spazio libero che ne deriva (circa 600.000 metri quadrati) sembra fatto apposta per accogliere il “mare a Milano”, un bacino d’acqua che diventerebbe un “rifugio balneare” prossimo al centro della città, dotato di spiagge, prati, boschi e un approdo. Nel disegno è previsto anche un altro spazio pubblico, dove far sorgere una collina verdeggiante, abbastanza alta da fornire un punto di vista panoramico sulla città.
Il progetto per il mare a scalo Farini sembra un paradosso ma a pensarci bene è proprio una cosa di cui riconosciamo la necessità.
La maggior parte della popolazione terrestre abita nelle città e la tendenza all’inurbamento è in forte crescità, è un dato di fatto.
Intanto l’ambiente metropolitano sta peggiorando, non ci si preoccupa quasi per nulla della vivibilità e si continua ad aumentare la densità di costruzioni e abitanti. Questi ultimi (noi) si trovano a dover scappare fuori città per riprender fiato.
Quindi urge portare nelle città un po’ di ciò che solitamente andiamo a cercare fuori, ad esempio il mare.
Oggi (anche a causa della necessità di ogni amministrazione comunale di far cassa tramite operazioni urbanistiche ad alta densità fondiaria) si tende a pensare alle città come a posti dove continuare a costruire solo case e infrastrutture, per poi ritrovarsi in viaggio tutti insieme in ondate di fuga verso mare, montagna, campagna e poi ancora in ingorghi di rientro, questo è oltremodo stressante e antiecologico.
Ma visto che a Milano sono 1.200.000 i metri quadrati derivanti dal pacchetto di dismissione degli scali ferroviari perchè non dedicarne 500.000 alla realizzazione del mare a scalo Farini?
Si prevede di mantenere alcuni binari interrati? Benissimo, sopra ai binari ci può stare il mare, con profondità variabili da uno a tre metri.
Si pensa ad interrare i binari per poter costruire case al loro posto? Ma se costruissimo le case un po’ più in là, a Scalo Farini si potrebbe fare il mare.
Ma quanto costa? Un sottopasso veicolare può costare 100 milioni di euro, il mare non costerebbe di più.
I nuovi sottopassi ci permettono di portare un altro po’ di auto sulle strade, il mare ci permetterebbe di fare il bagno, prendere il sole, andare in barca, …….etc.
Sarebbero soldi buttati? Perchè non realizzare un sogno collettivo?
Anche perchè non si intravede, nel futuro urbanistico di Milano, un’occasione di trasformazione urbana così vasta e prossima al centro.
In città lo spazio pubblico è sempre più percepito come un diritto e la sua definizione come una nuova forma di partecipazione. I cittadini vogliono tornare a scegliere come sarà lo spazio in cui vivono.
Il mare a Scalo Farini è una ricerca su cosa desideriamo trovare nelle città del futuro: per renderle accoglienti è necessario coltivare e realizzare sogni.
Maurizio Zucca



























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ragazzi partecipate agli Stati Generali expo 2015, si terranno a Milano il 16 e 17 aprile al Teatro Dal Verme…
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