Expo 2015 Camp Rotating Header Image

Claudio Onorato: opere esposte all’Expo2015Camp

Al momento della registrazione, vicino al desk, troveremo il totem “Acqua, Terra, Cielo“. Mentre in ogni sala sarà presente un’opera dell’Architetto dell’Immaginario, Claudio Onorato

Le opere di Onorato sono architetture immaginarie, leggere come l’aria, che nascono dal gioco dei pieni e dei vuoti.

Mister Empire

Mister Empire

Miss Chrysler

Miss Chrysler

un mio omaggio a M.C.Escher e alla sua incredibile opera. Non stupitevi quindi, quando vedrete il vecchio Empire State Building o il seducente Chrysler in fondo al mare. Si sentono perfettamente a loro agio in questo nuovo elemento!” (Claudio Onorato)

Partendo da grandi fogli di carta colorata, Claudio Onorato ritaglia il mondo, frammenti di città, architetture,  figure, cercando di rappresentare la vita nella sua quotidianità. Quadri che rivelano fatti, situazioni e ambientazioni di una quotidianità sorprendente, e parimenti celano nei loro “interstizi”, scene di violenza, sopruso, abuso di un’epoca globalizzata”.  (Francesco Tadini)

La leggerezza della carta sembra regalare alle sue opere una consistenza eterea, il contrasto tra i pieni e i vuoti con la luce che le attraversa, dona loro l’illusione della tridimensionalità. I suoi “tagli” sono un groviglio di umanità, facce e corpi, creature acquatiche, figure ispirate ai fumetti, vegetali e strani insetti, oggetti smaccatamente illogici. Uno spazio continuo, affollatissimo, palpitante, che preme e si accalca  attorno ad edifici freddi,  ermeticamente sigillati. Ma spesso questa marea ondeggiante occupa anche l’interno cosicché il dentro e il fuori si confondono in uno straripare di vita. Di creatività. Di tumultuosa molteplicità. (Stefano Cortina )

Claudio Onorato, in un’intervista di Chiara Carolei:

Penso naturalmente che sia giusto che un artista si cali in un dibattito di società. Le mie condanne le ho sempre fatte utilizzando metodi non violenti, se così si può dire, cercando di far riflettere lo spettatore senza traumatizzarlo. Gli animali che dipingo, le persone, qualche volta anche i fiori, guardano sempre chi li sta guardando, è un rapporto paritetico. Cerco una presa di coscienza. Non mi dispiace dire che mi sento in alcuni  lavori un po’ francescano…un francescano laico che cerca di parlare allo spirito delle persone. Chi guarda la Trattoria degli animali , La strage degli innocenti, alcuni animali chiusi in gabbia, o il bambino morto in braccio alla madre,

Assassinio di un sindacalista colombiano

Assassinio di un sindacalista colombiano

Veglia Funebre nel villaggio di Tiebelè

Veglia Funebre nel villaggio di Tiebelè

si pone al loro livello, guarda e viene guardato negli occhi. Ascolta una preghiera. In questi ultimi lavori di cui ti ho accennato, in cui sono presenti grandi marchi come Ikea,  Nestlè, Monsanto, Coca-cola, voglio parlare in modo diverso, forse in modo più indiretto, di certi crimini di cui non si parla quasi mai sui giornali, creando dei racconti. Questa nuova serie di lavori s’intitolerà Storie vere. Il titolo della serie trae spunto dal capolavoro di David Lynch, Una storia vera. Se decido di denunciare Nestlè, la storia verrà ambientata in un villaggio sudafricano, ci saranno maschere indigene, gente che balla intorno a un grande fuoco e sicuramente un bambino morto. Il titolo sarà fondamentale alla comprensione del quadro. (tratto dall’intervista di Chiara Carolei)

Il diavolo nella Cattedrale

Il diavolo nella Cattedrale

Leave a Reply

Additional comments powered by BackType