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Un approccio sociale per costruire la sostenibilità globale

moolidoo-equoterra1L’azienda è notoriamente un luogo di affari e di interscambio di relazioni e rapporti e come tale definisce un contesto di interessi umani e personali nei quali le persone ci si possono trovare: a beneficio sia per le persone che per l’azienda stessa.

Le piazze si stanno complementando con spazi di socializzazione virtuali che si stanno sempre più affollando.

Cosa succederà alle aziende e alle piazze nel 2015 dal punto di vista sociale ed etico?

Oggi le piazze si stanno muovendo anche verso luoghi di scambi come Facebook, twitter e altri social network per facilitare la socializzazione  ”di strada” attraverso canali innovativi ed etici come è spiegato nell’intervento “Trasformare le città dal basso – Curitiba e CriticalCity”.

moolidoo ed equoterra sono due strumenti che si propongono di promuovere ed agevolare lo sviluppo di un nuovo senso etico nelle persone e di un rapporto sostenibile tra le persone, le aziende, le associazioni non profit, l’ambiente e la propria vita sfruttando le piazze favorite dai vari social network: siano essi privati, interni alle aziende oppure pubblici.

moolidoo garantisce questo attraverso un sistema che permette alle aziende ed alle persone di fare beneficenza, ed a queste ultime di ringraziarsi, riconoscersi delle qualità e di accrescere la propria reputazione all’interno del contesto di vita giorno dopo giorno.

equoterra, invece, sensibilizza le persone unirsi in gruppi per effettuare acquisti di qualità, sostenibili e rispettosi dell’ambiente e della propria salute, aggiungendo una componente sociale relativamente ad una quota di beneficenza per ogni acquisto effettuato. L’utilizzo di reti sociali pubbliche come Facebook permette, tramite equoterra, di favorire e dare maggior linfa a “Un sistema di qualità integrato per le produzioni agro-alimentari del parco agricolo sud di Milano” mettendo in collegamento un bacino di persone tutte interessate allo stesso tema.

Questa che sembrerebbe innovazione e già spirito di qualche azienda, e sarà la realtà delle persone  e delle aziende nel 2015 dove la speculazione sarà scemata da un senso etico maggiore.

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Kodak Partner Tecnologico di Expo2015Camp

Kodak Zi6 La videocamera Tascabile

Kodak Zi6 La videocamera Tascabile

In collaborazione con Kodak, i lavori della conferenza Expo2015Camp saranno integralmente videoregistrati utilizzando la videocamera tascabile Kodak Zi6.

La videocamera tascabile KODAK Zi6, dal design compatto ed elegante, è progettata per l’acquisizione facile di video, senza copriobiettivo, selettore di modalità o impostazioni da configurare. È sufficiente accenderla e premere il pulsante di registrazione per catturare il movimento, l’azione e i dettagli più interessanti in straordinarie immagini HD.

Trasformare le città dal basso – Curitiba e CriticalCity

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Esistono nuovi modelli di riferimento per trovare soluzioni innovative ai problemi urbani?

Il mio intervento partirà dall’esperienza straordinaria della città brasiliana di Curitiba: programmi di riciclo dei rifiuti basati sul baratto, autobus a frequenze di 20 secondi che utilizzano ultramoderne “stazioni tubo”, biblioteche pubbliche che diventano “fari del sapere”.

Soluzioni partecipative, creative, a basso costo, veloci da realizzare e pure divertenti…possibile che un’esperienza del genere non sia conosciuta in Italia?

E cosa succede quando combiniamo l’approccio creativo di Curitiba con le tecnologie del web 2.0?
E se inserissimo tutto questo all’interno di un gioco talmente grande da rompere il confine fra ciò che ne fa parte e la vita quotidiana delle persone?

The Longnow Foundation: La Responsabilità a Lungo Termine

The Longnow Foundation

The Longnow Foundation

La Long Now Foundation è un’istituzione nata a San Francisco in California nel 1996 con l’intento di promuovere la ‘responsabilità a lungo termine’.

Cos’è la responsabilità a lungo termine?

La risposta è che l’uomo contemporaneo agisce sul proprio pianeta con una potenza senza precedenti: può fare grandi danni oppure trovare grandi soluzioni.
La responsabilità a lungo termine nasce dalla consapevolezza che è importante pensare al futuro non solo in termini progettuali, ma anche comprendendo le ricadute delle scelti e dei progetti che possono aver luogo nel futuro.
Ad esempio, potremmo avere un terreno a disposizione e poter tagliare tutti gli alberi che contiene per vendere il legname e attualizzarne il costo, oppure piantare altri alberi e metterli a disposizione delle prossime generazioni.

La responsabilità a lungo termine è legata a questo tipo di scelte.

Per facilitare il pensiero a lungo termine, la Long Now Foundation ha costruito un orologio enorme, oggi al Science Museum di Londra e al Long Now Museum di San Francisco, che nella sua futura evoluzione verrà ospitato all’interno di una montagna. Tale orologio è molto, molto lento e il suo ticchettio si sente una volta al giorno, mentre il cucu suona ogni mille anni.
È l’Orologio dei Diecimila Anni, che al posto delle ore ha un quadrante che segna i millenni. Ecco l’immagine lenta del pensiero a lungo termine: pensare un presente di diecimila anni, un lungo “oggi” in cui si condivide il tempo come oggi condividiamo lo spazio del nostro vicinato, del nostro quartiere o della nostra città.

Tra i celebri membri fondatori della Long Now Foundation si possono menzionare Danny Hillis, grande inventore e computer scientist, Kevin Kelly, autore tra l’altro di Out of Control e storico redattore del primo Wired, e Brian Eno, musicista e artista britannico celebre per le sue installazioni e per le sue collaborazioni musicali.

Un sistema di qualità integrato per le produzioni agro-alimenatri del parco agricolo sud di Milano

Presentazione del progetto selezionato nell’ambito della manifestazione EXPO dei territori ”Un sistema di qualità integrato per le produzioni agro-alimenatri del parco agricolo sud di Milano“.

prof. Saverio Mannino
direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sugli Alimenti (CIRA)- Università di Milano.

Italiani di Frontiera, dal West al Web

Expo significa preparare un evento che domani dovra’ parlare del futuro, cioe’ del… dopodomani.

Italiani di Frontiera

Italiani di Frontiera

E come sta affrontando l’Italia questo futuro?

Per capirlo, ho realizzato una piccola impresa faidate, “mandandomi” per sei mesi con famiglia a Silicon Valley, cuore dell’innovazione mondiale, per conoscere gli italiani di li’.

Sono partito dal West, da San Francisco. Da un avventuroso conte bellunese sopravvissuto a Little Big Horn, da un fotografo napoletano tra gli indiani. Volevo rintracciare lo spirito di avventura dei tanti italiani capaci di sfidare mondi sconosciuti e tentare nuove imprese.

L’ho ritrovato in molti protagonisti di una nuova frontiera, quella della scienza e della tecnologia  a Silicon Valley.
Veterani come Federico Faggin e Roberto Crea, tra i padri del microchip e dell’insulina artificiale.
Giovani imprenditori e manager come Fabrizio Capobianco di Funambol e Marco Marinucci di Google, che con il loro successo tentano di costruire un ponte di conoscenze e affari tra Stati Uniti e Italia.

Italiani di Frontiera e’ un progetto multimediale “dal West al Web“. Alla scoperta di talento e spirito d’impresa, che spesso in patria sono mortificati.

Storie d’oltreoceano che fanno capire meglio l’Italia. Di ieri e di oggi, preziose per prepararsi al domani.

Parlano di noi: Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo ospite all’EXPO 2015 BARCAMP

Milano Metropoli,  Agenzia per la Promozione e lo Sviluppo Sostenibile dell’Area Metropolitana di Milano, presenterà i risultati del Bando Expo dei Territori.

Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo presenterà i risultati del Bando Expo dei Territori: Verso il 2015 all’EXPO 2015 BARCAMP. L’evento è un libero spazio di incontro e confronto aperto a chi vuole presentare un progetto propositivo attinente alla prossima esposizione universale di Milano.

La missione di Milano Metropoli Agenzia Sviluppo si concentra sulle seguenti aree strategiche di attività:

  • Sviluppo territoriale
  • Sostegno  ai settori economici strategici
  • Supporto agli enti locali per la realizzazione di progetti di reindustrializzazione e di sviluppo industriale e urbano

Milano Metropoli è partecipata dalla Provincia di Milano (socio di maggioranza), dalla Camera di Commercio di Milano, da Finlombarda (società finanziaria della Regione Lombardia), dai Comuni di Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello Balsamo e Cologno Monzese, dall’agenzia del Rhodense ComunImprese e da aziende private. Possono  far parte della compagine societaria dell’Agenzia tutti i Comuni della provincia di Milano e altri enti pubblici e privati interessati a promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio.

AzzeroCO2 Partner Tecnologico di Expo2015Camp

AzzeroCO2

In collaborazione con AzzeroCO2 verrà neutralizzata l’emissione di 3 tonnellate  di CO2 prodotta dalla conferenza tramite uso di fonti rinnovabili, interventi di risparmio energetico e interventi di forestazione in Italia e all’estero

AzzeroCO2 sostiene cittadini, imprese ed Enti pubblici nell’intraprendere un percorso di azzeramento delle emissioni di gas ad effetto serra. In tal senso le riduce proponendo interventi diretti in qualità di ESCO, e neutralizza le emissioni residue grazie a progetti che utilizzano fonti rinnovabili, interventi di risparmio energetico e interventi di forestazione in Italia e all’estero. Tutte le attività si fondano su una solida base scientifica, massima trasparenza e una comunicazione efficace.

Programma della giornata

Nella pagina apposita è stato inserito il programma della giornata.

Dallo street-food allo urban-food (il mondo in una città)

Per l’EXPO 2015 l’innovazione, o forse meglio sarebbe parlare di progresso, nel campo dell’agroalimentare è un tema centrare e di assai complessa individuazione prima ancora che di sviluppo.

Tra gli obiettivi principali la qualità e la sicurezza dell’alimentazione, la prevenzione delle nuovi grandi malattie sociali (materia che abbraccia, oltre alla questione sanitaria, anche le interferenze culturali legate, tra gli altri, al tema dello straniero e più in generale dell’altro da se), l’educazione alimentare e le sue ripercussioni sugli stili di vita e la modellazione delle classi sociali, la valorizzazione degli elementi culturali legati alla coesistenza di comunità differenti e il ruolo di mediazione e/o scontro culturale che questi portano inevitabilmente con se.

A questi temi si affiancano di riflesso le questioni legate alle politiche dell’immigrazione, alla xenofobia, alla libertà di espressione dell’identità individuale e quindi allo sviluppo culturale e sociale dei paesi industrializzati oggetto, più di altri, di grandi flussi migratori.

Parlo di progresso, più che di innovazione, perché gli atti alimentari sono un sistema complesso con proprie forti regole grammaticali e semantiche. Sonno alla base della strutturazione delle relazioni sociali, tanto tra gli individui che tra le comunità e costituiscono il più importante sistema di significazione della vita corrente, in cui si confronta il lavoro della cultura sulla natura. Il loro mutare deve necessariamente prima passare attraverso una variazione degli obiettivi comuni di interi gruppi sociali. La cucina di una società, ha osservato Claude Levi-Strauss, è un linguaggio nel quale essa traduce più o meno inconsciamente la sua struttura sociale e, senza rendersene conto, rivela le sue contraddizioni e i suoi ideali.

E le regole che si stratificano all’interno di questo lungo e laborioso processo si svelano solo di fronte alla violazione della regola.

Il mangiato non esiste di per sé, esso è tale solo se è percepito così agli occhi di chi mangia.

Al cambiare di tale cornice cambia anche l’identità del mangiato o la percezione che se ne ha come se questi portasse addosso dei segni che ognuno legge in modo differente. Per cambiare l’identità del mangiato occorre dunque modificare o integrare i segni che questi porta con se o semplicemente modificarne la percezione da parte dei mangiatori.

Si può dire, in sostanza, che gli alimenti esistono in funzione delle idee che uno si è fatto delle loro virtù, tanto che si può parlare di una identità ideale del mangiato.

Il problema, dunque, è riconoscere tale identità. La maggior parte del mangiato e del non mangiabile porta dei segni relativi al suo uso (tempi, modalità, identificazione) che sono di natura sia biologica che culturale. Riconoscere, assimilare o rifiutare tale sistema di segni corrisponde al riconoscersi all’interno di un sistema piuttosto che di un altro. Ad esempio leggere in un piatto di pasta un primo e non un contorno significa decidere di adottare il sistema di segni e significati del sistema italiani e rifiutare l’interpretazione alemanna che fa dei carboidrati un contorno.

Riconoscere un repertorio alimentare significa, allora, anche socializzare. Si tratta di apprendere una lingua per poter comunicare. In generale, possiamo dire che gli atti alimentari sono multideterminati e che, quello che più conta di essi, deriva da due concetti chiave, identità e percezione.

Un’identità di chi mangia, costruita attraverso l’interazione di determinismi biologici e di apprendimenti sociali. Un’identità del cosa è mangiato, costruita sull’esperienza e, soprattutto, sui criteri e le norme apprese da chi mangia.

Imparare a mangiare significa apprendere a riconoscere la cornice argomentativa entro la quale i prodotti sono accettati e considerati come commestibili. Insegnare a mangiare significa invece spostare un alimento da una cornice argomentativi all’altra o all’interno di nuove conici costruite ad hoc manipolando i segni ed i significati.

Parlando di territorio, ambiente, urbanistica e flussi soprattutto in contesti multi-etnici come le metropoli moderne non va dimenticato che gli atti alimentari “sono una messa in scena concreta dei valori fondamentali di un’epoca e di una cultura” (Simonetti). La possibilità di espressione alimentare di una comunità, tanto quanto la sua tolleranza, accettazione e condivisione da parte delle altre, sono condizione fondamentale per l’integrazione culturale, la condivisione di saperi e la crescita sociale.

Diceva Lévi-Strauss, i barbari sono quelli che pensano che esistono i barbari.

È significativo pensare a come la cultura della partecipazione nei saperi, l’approccio multidisciplinare ai temi comuni, le dinamiche che permettono la condivisione delle risorse, l’apporto di informazioni e l’intervento diretto al dialogo, alla crescita culturale, scientifica e tecnologica anche da parte di individui sconosciuti abbiano trovato terreno fertile nella rete dove la cultura meteriale è ancora interdetta.

I pasto dell’altro, privato di odori estranei e riti bizzarri si tramuta in una forma di discorso autoreferenziale che, rivestito della patina esotica, anzi affascina e nutre il nostro immaginario. I blog di cucina, i racconti di viaggi mistici tra spezie e odori di mondi lontani e irraggiungibili ingrassano le conversazioni, saturano le immagini e costruiscono mondi paralleli.

Quanti davvero sarebbero disposti ad accettare un samoa confezionato in luoghi indescrivibilmente fetidi, tenuto per ore sotto un caldo cocente e in contenitori mai lavati, servito dalle mani nere e unte di un ragazzo, tra l’insopportabile odore di smog e il frastuono di ostinate trombe d’automobili all’angolo di una trafficata via di Bangalore?

La grande sfida che Milano ha scelto di accettare tematizzando questa Expo attorno alla questione alimentare ed energetica verte principalmente sugli assi della formazione, dell’informazione, della condivisione partecipata di obiettivi comuni. E affinché ciò sia possibile è necessario create una fitta rete di relazioni tra le istituzioni e i cittadini, l’industria e la scuola che non solo sensibilizzino (quando va bene) o regolamentino (quando va male) sulla base di analisi che scambiano l’effetto per la causa. Tali relazioni devono essere il terreno su cui coltivare nuovi approcci e porre nuovi problemi. Oggi abbiamo la possibilità di porre queste domande ad ogni singolo individuo, in tempo reale. E fare la domanda giusta è il primo e fondamentale passo verso le soluzioni possibili.

Durante l’EXPO2015 Camp verrà affrontato il tema dello street-food, delle sue implicazioni economiche, culturali e sociali all’interno della città e delle relazioni che esso crea nel tessuto cittadino.

Alcune domande:

  • Cosa è lo street-food e quali sono i sui scenari?
  • Qual’è il suo linguaggio e in quali termini può essere ritenuto oggetto di progettazione?
  • È possibile immaginare di progettare gli usi urbani a partire dalla individuazione e organizzazione delle sue aree alimentari e dalle culture alimentari che le presiedono?

Vito Gionatan Lassandro